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367 milioni di tonnellate nel 2020

Cos'è il Plastitar
e perché è un
“micro” problema

Alle isole Canarie è stata osservata una nuova sostanza inquinante negli oceani composta da petrolio e microplastiche.

Il fenomeno viene studiato dall'inizio degli anni 2000

Cos'è il Plastitar e perché è un “micro” problema

Alle isole Canarie è stata osservata una nuova sostanza inquinante negli oceani: si chiama plastitar ed è una sostanza composta da petrolio e microplastiche che sta allarmando studiosi, abitanti dell’isola e tutti coloro che hanno a cuore la tutela dell’ambiente.

Sulla costa orientale di Tenerife, la più grande delle isole Canarie, si estende Playa Grande, una spiaggia dalle acque limpide e dalla sabbia fine.
Nonostante l’apparente perfezione della località, sono stati ritrovati residui di petrolio lungo le coste.

Gran parte delle rocce è più scura, molliccia e calda, oltre a essere ricoperta da piccole macchie colorate.
Parliamo del "plastitar” ossia catrame proveniente da fuoriuscite di petrolio mescolato a microplastiche che si vanno a riversare negli oceani di tutto il mondo.

Plastitar: perché gli oceani ne sono pieni?

Esaminando le rocce di Playa Grande gli scienziati si sono resi conto che più della metà erano ricoperte da questa sostanza. È stato inoltre osservato che il plastitar studiato era composto per la maggior parte da catrame e microplastiche di polietilene, polipropilene e pellet.

La presenza sempre più invadente delle microplastiche negli ambienti costieri può portare alla formazione di queste nuove sostanze, i cui effetti a lungo termine sulle coste fanno presagire a scenari tutt’altro che idilliaci per l’ambiente marino.

Nonostante non si abbia un’idea precisa in grado di spiegare la loro provenienza, si ipotizza che a ogni fuoriuscita di petrolio, questo galleggi ed evapori solo parzialmente, accumulandosi poi in palline di catrame che vengono successivamente trasportate a riva.

Gli scienziati hanno iniziato a studiare il fenomeno delle microplastiche solamente all'inizio degli anni 2000, scoprendo solo successivamente come tutto il pianeta ne fosse completamente invaso.
In tutto questo la scoperta del plastitar non fa altro che aggiungere un ulteriore livello di complessità all'inquinamento plastico degli oceani.

Le microplastiche in Europa

Oggi la presenza delle plastiche e di materiali affini è sempre più pressante e presente nella quotidianità, e la maggior parte di queste finisce nei nostri mari.

Come recentemente studiato da Plastics Europe, la presenza di questo materiale ha visto un continuo aumento dagli anni '50 ad oggi, raggiungendo quasi 367 milioni di tonnellate nel 2020.

Gli scienziati hanno studiato che oggigiorno le plastiche possono essere ritrovate non solo nelle acque e sul suolo, ma anche nelle particelle d’aria.

Come possiamo contribuire

La dispersione delle microplastiche in ambiente è un problema complesso e articolato su più livelli.
Tutti noi possiamo agire e fare la nostra parte per contrastarlo.

Come fare?
Ecco alcune idee:

  • utilizzare sacchetti di lavaggio per il bucato - così da trattenere le microplastiche contenute nei nostri indumenti ed evitarne la dispersione in ambiente;
  • smaltire correttamente i rifiuti;
  • acquistare prodotti eco-friendly;
  • prestare attenzione alla tipologia di packaging nei quali vengono venduti e alla composizione degli stessi.

La salvaguardia ambientale riguarda ciascuno di noi, e le scelte di consumo che compiamo.


fonte: https://vervetimes.com/plastitar-is-the-unholy-spawn-of-oil-spills-and-microplastics-2/

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