ImpreseEfficienza Energetica

Comunità energetiche rinnovabili

Il nuovo modello di produrre e consumare energia

Ogni giorno condividiamo foto, video, idee, opinioni. Ma c’è qualcosa di molto più importante che possiamo condividere e che ci consente di avere un impatto determinante sul Pianeta: la nostra energia.

Entrare a far parte di una comunità energetica è uno dei modi più semplici e convenienti per farlo.

CER (comunità energetiche rinnovabili): cosa sono e chi può farne parte

La comunità energetica è un soggetto giuridico basato sulla partecipazione aperta e volontaria di membri situati nelle vicinanze degli impianti di produzione.

Questi impianti di produzione possono essere di proprietà di uno o più membri della CER e/o di un soggetto terzo che li rende disponibili per lo scopo.

I membri di una comunità energetica possono essere persone fisiche, imprese, enti territoriali e autorità locali, comprese le Amministrazioni comunali.

L'obiettivo principale di una comunità energetica è diffondere e massimizzare la cultura, la produzione e l’utilizzo locale di energia da fonte rinnovabile garantendo benefici ambientali, economici e sociali ai propri membri.

Produrre e condividere l’energia: cosa significa e perché farlo

Cittadini, attività commerciali, imprese, enti territoriali e autorità locali possono scegliere di diventare autonomi nella produzione di energia, installando infrastrutture per sfruttare le fonti rinnovabili (es. impianti fotovoltaici): in questo caso si parla di autoconsumo energetico.

Se invece queste stesse parti decidono di formare un gruppo, possono costituire una comunità energetica o un autoconsumo collettivo.

Qual è la differenza tra autoconsumo collettivo e comunità energetica?

Una comunità energetica rinnovabile mette a disposizione l’energia prodotta dagli impianti a fonte rinnovabile facenti parte della comunità stessa in modo virtuale.

L’autoconsumo collettivo è l’esempio più “semplice” di comunità energetica che possiamo individuare: si tratta di almeno due consumatori di energia che si trovano nello stesso edificio o area di pertinenza e condividono, sempre virtualmente, l’energia prodotta da un impianto rinnovabile dedicato.

Un esempio di autoconsumo collettivo che noi di ENGIE abbiamo realizzato è il villaggio Residenziale Il Girasole: situato in Umbria, comprende 252 appartamenti dove abitano circa 900 persone e costituisce un polo abitativo altamente innovativo.

A che punto siamo?

Il decreto legislativo 162 del 2019 e successivamente il 199 del 2021 hanno recepito la direttiva europea RED II, che ha individuato le comunità energetiche quale principale strumento per famiglie, imprese, entità territoriali per produrre e autoconsumare l’energia elettrica prodotta da impianti da fonte rinnovabile decentralizzati e installati nei pressi della comunità stessa. Nel primo recepimento sono stati definiti i requisiti di costituzione, le linee guida degli impianti e le tariffe incentivanti per le due configurazioni, aprendo in questo modo il regime sperimentale per costituire e avviare le prime CER. Nel successivo decreto legislativo tali punti sono stati sottoposti a revisione, allargando i perimetri di potenza e geografici e permettendo in tale modo una migliore prospettiva per la diffusione di tali opportunità.

Al momento siamo in attesa della pubblicazione, da parte del MITE, del decreto attuativo conclusivo che recepirà le ultime indicazioni e chiarirà i punti ancora aperti, pur continuando a essere in vigore l’attuale regime sperimentale che consente comunque lo sviluppo delle comunità energetiche.

Perché far parte di una comunità energetica?

Le comunità energetiche sono convenienti per chi ne fa parte, e per il Pianeta.

Entrare a far parte di una comunità energetica è una scelta che si può compiere a titolo gratuito, senza necessità di installare alcun tipo di impianto presso il proprio POD, e che porta benefici non solo ambientali ed energetici, ma anche economici.

L’energia prodotta dalla comunità consente infatti di accedere a un sistema di premialità quando è contestuale al momento in cui i membri stanno consumando: il sistema, come precedentemente descritto, non prevede nessun collegamento fisico tra l’impianto di produzione e il POD - il riferimento univoco che identifica il punto esatto di consegna dell'energia dal venditore al cliente - basandosi su un modello virtuale definito a livello normativo e riconosciuto dal GSE, che sarà il soggetto di riferimento per l’erogazione degli incentivi.

Sviluppare CER a livello locale è anche un modo per rendere sempre più solido il sistema di produzione energetica nazionale, supportando la transizione energetica che si sta dimostrando sempre più necessaria in un momento di instabilità degli approvvigionamenti.

Inoltre, poiché l'energia viene interamente prodotta da fonti rinnovabili, attraverso impianti di nuova realizzazione, incentivare la formazione di comunità energetiche è un modo per contribuire attivamente a ridurre le emissioni di CO₂ in atmosfera.

Più siamo a utilizzare fonti rinnovabili, meno pesiamo sull'ambiente.

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