Il cambio dell’ora solare è un tema sul quale, periodicamente, si riaccende il dibattito tra chi è favorevole e chi è contrario. Ma come funziona? E che effetto ha sui nostri consumi? In questo approfondimento cerchiamo di fare chiarezza su cos’è l’ora legale, qual è la differenza tra ora legale e ora solare e perché molti Paesi hanno scelto di non applicare questa misura.
Il passaggio tra ora solare e ora legale: cosa cambia?
Per capire cosa cambia tra ora legale e ora solare bisogna innanzitutto avere chiaro cos’è l’ora solare. Possiamo definirla come il sistema orario “naturale”, quello in cui le lancette segnano mezzogiorno quando il sole si trova allo zenith, cioè nel punto più alto. L’ora legale, invece, è un sistema “artificiale” che permette di sfruttare di più la luce naturale durante la bella stagione semplicemente spostando le lancette dell’orologio. Ad oggi l’ora solare è utilizzata in autunno e inverno, mentre l’ora legale è in vigore in primavera ed estate.
Come avviene il cambio di orario
Sicuramente hai sentito dire le frasi “stanotte si dorme un’ora in più” e “stanotte si dorme un’ora in meno”. Da un certo punto di vista è proprio così, perché le lancette dell’orologio vengono letteralmente spostate un’ora avanti o un’ora indietro. Il cambio di orario si verifica in due momenti precisi dell’anno:
- Nella notte tra l’ultimo sabato e l’ultima domenica di marzo le lancette vanno spostate un’ora avanti: si dorme un’ora in meno perché entra in vigore l’ora legale.
- Nella notte tra l’ultimo sabato e l’ultima domenica di ottobre le lancette vanno spostate un’ora indietro: si dorme un’ora in più e si ripristina l’ora solare, cioè il sistema standard.
Quindi qual è l’ora legale? È quella che seguiamo per ben 7 mesi all’anno, da fine marzo a fine ottobre.
Effetti del cambio di orario sul ritmo circadiano
Una delle argomentazioni più comuni tra chi vorrebbe abbandonare l’ora legale riguarda gli effetti sulla nostra salute e in particolare sul ciclo sonno-veglia. Ogni volta che c’è il cambio dell’ora legale e spostiamo le lancette dell’orologio il corpo può fare fatica ad abituarsi a questo nuovo “ritmo”, un po’ come succede con il jet-lag. Anche se i disturbi spesso si risolvono in pochi giorni, molte persone lamentano insonnia, mal di testa, sbalzi d’umore o difficoltà di digestione.
L'ora legale e i consumi energetici domestici
Ma se abituarsi è così faticoso, perché c’è l’ora legale? Perché il semplice gesto di spostare avanti o indietro le lancette di un’ora ci fa ridurre notevolmente il consumo di energia. Se ci fai caso, quando le giornate si allungano i lampioni stradali si accendono più tardi, i bambini possono studiare o fare i compiti sfruttando la luce naturale, possiamo cenare senza dover accendere la luce e così via. Usando meno energia la nostra bolletta si abbassa, e riduciamo anche le emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Curiosità storiche sull'ora legale e solare
Come abbiamo detto in apertura, l’ora legale è un sistema “artificiale” inventato dall’uomo per sfruttare il più possibile la luce del sole. Ma come è nata l’idea? Il primo a pensarci fu Benjamin Franklin a metà del Settecento: per ridurre lo spreco di candele invitò scherzosamente i francesi ad anticipare la sveglia e iniziare a lavorare già dalle prime ore del mattino, così da finire prima che facesse buio. Anche se nessuno lo prese sul serio, la sua intuizione aprì la strada al concetto di ora legale come lo conosciamo oggi.
L'origine dell'ora legale
L’adozione di un’ora legale vera e propria risale al Novecento, durante la Prima Guerra Mondiale. I primi Paesi ad introdurla sono stati Germania e Inghilterra, seguiti subito dopo dall’Italia. L’obiettivo era risparmiare carbone e petrolio, fonti energetiche indispensabili per i sistemi di illuminazione dell’epoca ma che, in anni di guerra, diventavano un bene molto strategico. Nel 1996 tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno adottato questo nuovo calendario, che rimane in vigore tutt’oggi.
Paesi senza ora legale: chi sono e perché
In realtà l’ora legale non esiste tutti i Paesi del mondo, ad esempio le zone tropicali, l’Asia e l’America del Nord continuano a seguire l’ora solare. Il motivo è molto semplice: non ne hanno alcun bisogno, perché la differenza di luce tra inverno ed estate è davvero minima e spostare le lancette creerebbe solo confusione senza portare benefici in termini energetici.