Il PUN è l’indice di riferimento che stabilisce il costo dell’energia elettrica in Italia. Proprio come il PSV regola il prezzo del gas, il PUN rappresenta un parametro fondamentale per capire come vengono determinati i prezzi della luce sul mercato all’ingrosso.
Cos’è il PUN?
Il PUN, acronimo di Prezzo Unico Nazionale, è quell’indice riferito al costo medio dell’energia elettrica che viene acquistata sul mercato della Borsa Elettrica Italiana, l’IPEX (Italian Power Exchange). In questo caso il prezzo unico nazionale ha come riferimento il costo dell’energia elettrica acquistata all’interno della IPEX. Dal 2007 ad oggi, dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo che si è mosso in direzione di una liberalizzazione del mercato elettrico, è possibile osservare tramite questo dato numerico che cambia quotidianamente quella che è la media italiana dei prezzi divise per fasce e zone. Viene introdotto ufficialmente nel 2004 dopo il decreto di liberalizzazione relativo al mercato energetico ed è il prezzo di riferimento al quale le società di vendita di energia acquistano l’elettricità da fornire ai consumatori, siano essi famiglie o aziende.
È calcolato quotidianamente in base alla richiesta e quindi ad un’oscillazione di domanda e offerta, mutando addirittura a seconda delle zone d’Italia. Si riflette inevitabilmente nelle bollette degli utenti finali e viene determinato da diversi fattori: la quantità di energia disponibile, le fonti energetiche utilizzate, l’andamento della domanda da parte degli utenti e le condizioni climatiche, che possono incidere sulla produzione delle fonti rinnovabili, come il solare e l’eolico.
Il prezzo tende a diminuire quando l’offerta è alta ma la domanda è bassa; al contrario se c’è molta richiesta il costo sale. Basti pensare che nei picchi invernali in cui si utilizzano di più gli elettrodomestici e soluzioni di termoarredo o nei mesi più caldi con i condizionatori le bollette sono più salate.
Il valore del PUN a seconda delle fasce
Il valore del PUN cambia ogni giorno e viene pubblicato sul sito del gestore dei mercati energetici che può essere consultato agilmente in pochi clic da qualsiasi cittadino. Gli utenti devono sapere che questo numero muta a seconda delle fasce che vengono catalogate in 3 gruppi:
- F1. Riguarda l’utilizzo di energia dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 ad esclusione dei giorni festivi;
- F2. Fa riferimento alla fascia temporale compresa tra le 7 e le 8 del mattino, tra le19 le 23 nei giorni settimanali, tra le 7 e le 23 i sabati escludendo le festività;
- F3. Si riferisce alla fascia oraria compresa tra le 23 e le 7 dal lunedì al sabato, tutta la domenica e le festività nazionali.
Quanto impatta il PUN sulla bolletta
Non possiamo negarlo, il PUN è sicuramente uno dei fattori che impatta in modo diretto sulla bolletta della luce che riceve ogni famiglia.
Quando il PUN aumenta, i consumatori si trovano di fronte ad un aumento dei costi. Dobbiamo però evidenziare che sebbene rappresenti una parte consistente del costo finale, non è l’unico elemento che determina l’importo complessivo.
I costi di rete, gli oneri di sistema e le tasse sono altrettanto impattanti. È per questo che, nonostante un aumento o una diminuzione del PUN, l’impatto sulla bolletta può essere più o meno contenuto a seconda delle politiche tariffarie del fornitore e del tipo di contratto.
Analizzando il mercato libero, si individuano sia soluzioni con tariffe indicizzate sul PUN sia contratti a tariffa fissa che non risentono direttamente delle fluttuazioni.
Gli utenti, oltre a scegliere un contratto adeguato, possono provare a mantenere un comportamento più green scegliendo di consumare in fasce orarie meno costose, prediligendo elettrodomestici di classe energetica A++ ed evitando sprechi così da vedere la bolletta scendere e non impattare eccessivamente.
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