Anche se questa voce non è presente in tutte le tue fatture, almeno una volta ti sarà capitato di trovare un conguaglio nelle bollette di luce e gas. Fortunatamente non si tratta né di una sanzione né di un costo extra, ma di una semplice operazione di ricalcolo che serve a verificare che gli importi fatturati siano corretti, e che quindi tu stia pagando il giusto. In questo approfondimento vediamo nel dettaglio cosa è il conguaglio, come si calcola e come evitare sorprese nella tua prossima bolletta.
Definizione di conguaglio nelle bollette energetiche
Per comprendere il significato di conguaglio è opportuno fare un rapido ripasso di come vengono fatturati i consumi. Semplificando, grazie alla lettura dei contatori di luce e gas il fornitore può calcolare il dovuto sulla base di quanto hai effettivamente consumato. Ma cosa succede quando questo dato non è disponibile? Si fa una stima sulla quale viene calcolato l’importo da fatturare e poi, quando i dati del consumo reale tornano disponibili, si calcola la differenza: questa operazione si chiama, appunto, conguaglio.
Come viene calcolato il conguaglio
Come viene calcolato il conguaglio
Come abbiamo anticipato, quando si parla di conguaglio della luce o del gas si fa riferimento alla differenza tra i consumi reali e quelli ipotizzati. La formula per il calcolo, quindi, è la seguente:
Consumo reale – consumo stimato fatturato = Conguaglio.
Facciamo un esempio. Immagina di aver consumato100 kWh nel mese di maggio, ma che il tuo fornitore di energia abbia ipotizzato e fatturato un consumo di 150 kWh. Sul momento pagherai un importo più alto, ma nella bolletta successiva ti troverai a credito. Quindi:
100 kWh di consumo reale – 150 kWh di consumo stimato fatturato = -50 kWh a conguaglio
Se il costo a kWh è di 0,20 €, nella bolletta di conguaglio della luce troverai un credito di 10 € a tuo favore. Questo esempio riguarda la fornitura elettrica, ma lo stesso discorso vale anche per la bolletta di conguaglio del gas.
Fattori che influenzano il calcolo del conguaglio
Nella maggior parte dei casi le ipotesi di consumo fatte dai fornitori non si discostano di molto dai consumi effettivi, ma ci sono alcuni fattori che possono influenzare questo calcolo. In particolare, i principali sono:
- Il tipo di tariffa: se hai un’offerta a prezzo indicizzato il costo dell’energia può variare nel corso dell’anno, ma ai fini del conguaglio si considerano le tariffe del periodo di riferimento. Semplificando, se nella bolletta di ottobre ricevi un conguaglio relativo al mese di marzo, l’importo sarà calcolato sulla tariffa applicata a marzo.
- La durata del conguaglio: se non è possibile rilevare i consumi effettivi per diversi mesi, le stime fatte dal fornitore potrebbero non essere precise portando ad un conguaglio molto più alto o più basso del dovuto.
- La disponibilità di dati aggiornati: poiché la stima viene fatta sulla base dei tuoi consumi abituali, se il fornitore non ha a disposizione dei dati aggiornati farà fatica a ipotizzare quanta luce o gas hai consumato. Questo vale soprattutto nel caso di volture o cambi fornitore.
Da notare, invece, che le spese fisse, come gli oneri di sistema e le quote fisse di trasporto definite da ARERA nell'ambito della Bolletta 2.0, non dipendono dai consumi ma dal periodo di fatturazione, e quindi non sono oggetto di conguaglio.
Consumi stimati vs consumi reali
A questo punto vale la pena di spendere qualche parola in più sui consumi stimati. Rispetto a quelli reali, che dipendono dalle letture effettive, i consumi stimati non sono altro che una previsione fatta su dati storici, vale a dire sulla quantità di luce e di gas che utilizziamo normalmente. I parametri principali da prendere in considerazione, quindi, sono:
- La stagione: d’estate tendiamo a consumare più elettricità per il condizionatore, mentre d’inverno in genere si consuma più gas, specie se si possiede un impianto di riscaldamento autonomo a metano.
- Il profilo di consumo: ad ogni utenza è abbinato un profilo sulla base del numero di persone che vivono in casa, sul tipo di impianti presenti e su come utilizzano l’energia abitualmente.
- Le abitudini: se sei cliente dello stesso fornitore da molto tempo, i tuoi consumi passati sono un termine di paragone affidabile ai fini delle stime.
Come leggere correttamente i contatori
Anche se il conguaglio in bolletta avviene in modo automatico, è buona norma controllare che gli importi fatturati siano sempre corretti. Per farlo, basta leggere manualmente i contatori che abbiamo in casa e confrontare i consumi con quelli registrati dal fornitore.
Nel caso del contatore dell’elettricità bisogna considerare i valori delle diverse fasce orarie (F1, F2, F3) espressi in kWh, mentre per il gas, il cui consumo si calcola in metri cubi (Smc), valgono le cifre prima della virgola.
Una volta recuperati i dati basta verificare che corrispondano a quelli riportati nelle bollette: se non sai dove trovarli consulta le nostre guide alla lettura della bolletta del gas e alla lettura della bolletta della luce.
Consigli per evitare sorprese nel conguaglio
Come abbiamo anticipato, il conguaglio non è sempre preciso al centesimo. Per evitare di pagare più di quanto effettivamente dovuto o incorrere in addebiti inattesi, ecco tre semplici gesti che puoi mettere in pratica fin da ora:
- Quando ricevi la bolletta, non fermarti alla prima pagina ma controlla sempre i consumi che ti sono stati fatturati. Se c’è un consumo stimato che non ti torna verifica i dati del contatore e, in caso di dubbi, contatta il fornitore per chiedere chiarimenti.
- Anche se i contatori di luce e gas sono ormai tutti automatici, fai periodicamente l’autolettura. È un’operazione che ti richiede pochi minuti, e poi comunicare i tuoi dati direttamente sull’app del tuo fornitore.
- Ogni tanto controlla che i tuoi contatori funzionino correttamente: i display devono essere accesi, i tasti funzionanti e non devono esserci messaggi di errore.