Innovare l’illuminazione pubblica italiana

Ridurre fino al 60% la spesa dei comuni e rispettare l’ambiente

28 maggio 2018

Da un articolo di Olivier Jacquier su Linkedin Pulse

Un’immagine satellitare notturna è sufficiente per capire quanto ogni notte l’Italia sia più illuminata rispetto ai paesi vicini. L’illuminazione pubblica italiana è infatti tra le più intense e più capillari d’Europa. Una maggiore luminosità che purtroppo si traduce in un maggiore onere per la pubblica amministrazione tenuta ad alimentare e mantenere gli impianti spesso obsoleti e carenti di infrastrutture adeguate alla sicurezza.

La spesa complessiva per illuminazione pubblica è di 1,7 miliardi di euro, pari a 28,7 euro pro capite rispetto a una media di 16,8 euro dei principali paesi europei. Ciò emerge da uno studio dell’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica di Milano.

Il gap tra la  spesa italiana e quella di altri casi virtuosi europei non è esclusivamente dovuto alla maggiore luminosità dei comuni italiani, ma è anche frutto di un mancato avanzamento tecnologico dei nostri sistemi di illuminazione, stimato, secondo quanto riporta lo studio, tra i 300 e 400 milioni di euro l’anno.

Innovare nella pubblica illuminazione diventa una strada obbligata: sistemi di illuminazione efficienti sono una forte di risparmio per i comuni , una maggiore sicurezza per il cittadino, un importante passo verso l’ambiente. I pali intelligenti hanno funzionalità illimitate: una ragnatela che copre il tessuto urbano su cui navigano connettività e informazioni. I pali possono trasmettere e ricevere dati, gestire il traffico e i parcheggi , monitorare la qualità dell’aria, essere punti WI FI o stazioni di ricarica di veicoli elettrici. Aumentano l’efficienza urbana riducendo i consumi di energia. Un risparmio che può arrivare fino al 60% della spesa pubblica.

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