Uniti per il Clima

Cambiare prospettiva: unica via per il futuro.

Milano, 28 settembre 2018 

Abbiamo organizzato oggi UNITI PER IL CLIMA - Cambiare prospettiva: unica via per il futuro, il Forum nel quale esperti del settore e rappresentanti del mondo istituzionale (Università degli studi di Milano Bicocca, ENEA, Comune di Milano, Regione Lombardia e il professor Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica Italiana) hanno approfondito le tematiche relative agli impatti del cambiamento climatico e il pericolo che l’intera umanità deve necessariamente affrontare con urgenza per poter avere futuro.

Lavoriamo al fianco di aziende, pubblica amministrazione, e singoli cittadini, e siamo impegnati a costruire un progresso armonioso che mira a conciliare gli interessi ambientali, collettivi e individuali, a beneficio di un mondo più sostenibile. 

 

«È arrivato il momento di dire basta. Bisogna cambiare prospettiva e dobbiamo farlo. Forse abbiamo ancora una possibilità per dare un futuro al nostro pianeta e alle future generazioni. Come player di questo settore, non posso non sentire forte la responsabilità di agire e reagire in modo determinato, come genitore non posso non sentire forte il peso dell’esito di una mia eventuale indifferenza.
Una sfida di questa portata richiede l'impegno di tutti e noi saremo determinati e instancabili nel nostro agire come catalizzatore e aggregatore di tutti coloro che vorranno con noi contribuire a costruire una nuova narrativa che metta il bene comune al centro.
Dobbiamo creare consapevolezza dell'immenso rischio che stiamo correndo, del senso di urgenza che ci impone di modificare da subito i nostri comportamenti.
Lo ribadisco: cambiare prospettiva è l’unica via per il futuro».

Olivier Jacquier, CEO ENGIE Italia

 

STUDI E PARERI SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Secondo Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica italiana, il cambiamento climatico è un fenomeno già in atto, certificato dalla più autorevole ricerca scientifica internazionale. La tendenza al riscaldamento terrestre purtroppo è ormai inarrestabile ma l'applicazione dell'Accordo di Parigi delle Nazioni Unite permetterebbe di contenere in 2°C invece di 5 l'incremento termico previsto al 2100, le cui conseguenze già oggi si manifestano a livello mondiale e dunque anche in Italia.

La temperatura media globale nell’ultimo secolo è infatti salita di 1°C con conseguenti concrete ricadute sull’ambiente che interessano da una parte, la diminuzione dell’estensione dei ghiacciai (quelli alpini si sono ridotti di oltre il 50% in un secolo) e, dall’altra, l’incremento del livello del mare (che aumenta globalmente di circa 3 mm all'anno). Sottolinea inoltre la necessità di attuare velocemente un’inversione di tendenza a tutela dell’ambiente.
In caso contrario nel 2100 in Italia l'incremento della temperatura potrebbe raggiungere in estate anche 8°C in più del clima attuale, le cui conseguenze impatteranno sull'agricoltura, la salute e il livello marino mettendo a rischio la laguna veneta, il delta del Po, e tutte le zone costiere che dovranno necessariamente essere adeguatamente protette.

 

«La crisi climatica e ambientale avanza a grandi passi, ma è ancora troppo sottovalutata dalla politica, dall'economia e dai cittadini. Le soluzioni per ridurre l'impatto delle nostre attività sulla natura e limitare le emissioni di gas a effetto serra esistono, ma sono ancora troppo lente a diffondersi.
Abbiamo bisogno di un grande scatto culturale e tecnologico per evitare di rendere il pianeta invivibile per le prossime generazioni.
Efficienza e sobrietà energetica, fonti rinnovabili e mobilità elettrica sono tra le opzioni più importanti per raggiungere la sostenibilità ambientale».

Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica italiana

 

Anche gli studi realizzati dell’Università Bicocca nel campo dei cambiamenti climatici, confermano la necessità di intervenire tempestivamente per arginare le ricadute che questi stanno innescando a più livelli: aria, vento, ghiacciai e mare.

Secondo le ricerche svolte dall’Ateneo, gli effetti del cambiamento climatico si possono già osservare sul nord Italia. È evidente una stretta correlazione tra cambiamenti climatici e inquinamento atmosferico nella pianura padana.

Negli ultimi 15 anni la piovosità invernale ha palesato una riduzione più forte che nel resto d’Europa tanto che gli episodi di grave siccità che interessano tale area del nostro paese nel semestre freddo sono ormai divenuti sempre più ricorrenti il che ha come risultato un maggiore concentrazione di particolato atmosferico nella stagione invernale. È quindi necessario da subito ridurre per quanto possibile sia i gas serra che le emissioni inquinanti, attraverso l’utilizzo di fonti energetiche meno inquinanti e l’ adozione di una mobilità sostenibile, nel contempo è necessario ridurre i rischi dovuti agli effetti del cambiamento climatico già in essere attraverso una opportuna opera di salvaguardia e consolidamento del territorio.
In questo modo sarà possibile coniugare sviluppo e sostenibilità ambientale.

In questo contesto di allarme generale in favore dell’ambiente, energia e i nuovi metodi di produzione e fruizione, rappresentano la chiave di volta verso la sostenibilità.

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