I piani di ENGIE per l'Italia

13 febbraio 2017

Due milioni di clienti. È l'obiettivo per l'Italia di ENGIE, l'ex Gdf Suez che nel 2015 ha cambiato nome e logo per segnare la svolta verso le rinnovabili.

«Vogliamo raddoppiare la base clienti su 3-5 anni» spiega l'amministratore delegato per le attività italiane del colosso francese, Olivier Jacquier.

«Ora abbiamo un milione di clienti finali per la fornitura di gas e di elettricità. Con il termine della maggior tutela e il passaggio per tutti al mercato libero nel 2018 si apriranno nuove opportunità».

 

Il Gruppo vuole crescere in Italia in cui è presente da 15 anni con un parco di produzione di energia elettrica diversificato tra fonti rinnovabili ( fotovoltaico ed eolico) e tradizionali.

 

D. Cosa sta accadendo nel mondo dell'energia?

R. Stiamo vivendo una fase di transizione che ci porterà dall'uso di fonti fossili all'uso più efficiente di energia da fonti rinnovabili. I servizi e l'efficienza energetica avranno un peso sempre più crescente e noi siamo forti su questo fronte.
Gestiamo oltre 7 mila edifici pubblici e privati. Adesso il nostro focus sono i clienti finali, anche se in Italia abbiamo ancora centrali termoelettriche e di cogenerazione. Siamo presenti in tutta la catena dell'energia, tranne la distribuzione.
L'energia del futuro sarà decentralizzata, decarbonizzata e digitale.

 

D. Come intendete conquistare nuovi clienti?

R. Su 30 milioni di consumatori, solo 10 milioni sono sul mercato libero mentre 20 milioni sono ancora in maggior tutela. Numeri non sufficienti per proporre offerte davvero convenienti. Ma nel 2018 tutti dovranno passare al mercato libero e questo cambierà lo scenario, come è accaduto nelle telecomunicazioni: la maggiore concorrenza porterà a costi più bassi e servizi migliori. Per ora contiamo di crescere basandoci sulle nostre nuove offerte. Ad esempio siamo noi che porteremo in Italia i termostati e gli altri dispositivi per la casa intelligente di Google Nest. E poi siamo aperti a nuove acquisizioni. A fine 2016 abbiamo preso due piccole società. Oggi ci sono 350 operatori quindi è ipotizzabile un consolidamento del mercato.

 

D. Come sta andando la Tutela simile, l'iniziativa istituita dall'Authority dell'energia a partire dallo scorso gennaio?

R. «Siamo stati l'operatore con l'offerta migliore: abbiamo proposto alle famiglie uno sconto di 115 euro sulla bolletta di un anno. E finora abbiamo stipulato circa 500 contratti sui 100 mila messi a disposizione. Ma il meccanismo ideato dall'Autorità dell'energia per aiutare consumatori domestici e piccole imprese che sono in maggior tutela ad abituarsi al mercato libero non è ancora molto conosciuto. Non sarà la Tutela simile a farci fare il salto sui clienti, ma è comunque un servizio importante.

 

D. Avete risolto i problemi in Tirreno Power?

R. La società, di cui possediamo il 50%, ha deciso di chiudere l'impianto a carbone e la scelta è in linea con la nostra strategia internazionale. Ora stiamo gestendo il piano di mobilità. Comunque il 2016 è stato chiuso con cassa positiva. Il calo del flusso di energia proveniente dalla Francia per la manutenzione degli impianti nucleari ha fatto risalire i prezzi del gas e dell'elettricità. 

 

Fonte: Corriere della Sera del 13 febbraio 2017. Articolo di Francesca Basso.