L'elefante nella stanza

Milano, 19 settembre 2016

Il consumo di energia legato alle attività di “Heating & Cooling” (riscaldamento e raffreddamento) è stato recentemente definito dall’IEA (International Energy Agency) come “the elephant in the room”, tipica espressione anglosassone per indicare un problema importante che però si tende ad ignorare o sottovalutare.

Il peso totale dell’Heating & Cooling del “riscaldamento & raffreddamento” nei consumi energetici europei è infatti altissimo, circa il 50% (fonte Commissione UE), di cui la maggior parte per il riscaldamento degli edifici, mentre ma l’attenzione dell’industria energetica e dell’agenda politico-ambientale verso i consumi di energia termica era è stata finora modesta, molto più concentrata su altri temi importanti come l’energia elettrica da fonti rinnovabili o la sicurezza delle importazioni di gas.

 

STRATEGIA EUROPEA

Dal 2016 qualcosa è (finalmente) cambiato, a partire dalla comunicazione della Commissione Europea dedicata proprio alla “prima strategia Europea per l’Heating &Cooling”, che ha acceso i riflettori su questo settore sottolineando i grandi spazi di intervento e miglioramento per l’efficienza energetica nel riscaldamento degli edifici, con rilevanti opportunità per i cittadini e per l’industria.

Entro il 2016, inoltre, dovrebbe essere varata una nuova direttiva europea sull’efficienza energetica e nuove regole sulle performance energetiche degli edifici (le famose “classi energetiche dalla A alla G che stanno finalmente entrando nella cultura diffusa).

Ed anche sul fronte italiano il 2016 dovrebbe essere un anno chiave per l’efficienza energetica. Dopo infatti una prima parte dell’anno contrassegnata da forti incertezze normative, è entrato a regime il “Conto Termico 2.0” e nei prossimi mesi dovrebbe essere emanato il decreto tanto atteso che fissa i nuovi obiettivi nazionali di risparmio energetico per il periodo 2017-2020 e le nuove regole per i cosiddetti “certificati bianchi”, il principale strumento di incentivazione all’efficienza energetica insieme alle note detrazioni fiscali del 65%, che come ogni fine anno dovranno essere prorogate o riviste dalla legge di stabilità.

La normativa, spinta dall’Europa, ha finora dato un contribuito essenziale alla nascita e sviluppo del settore dell’efficienza energetica, portando l’Italia tra i primi paesi al mondo, con costi limitati e ben inferiori ai benefici diretti ed indiretti. Ma ancora c’è moltissimo da fare ed è quindi il momento di rafforzare i target, le regole e gli incentivi, ad esempio con misure più efficaci per i condomini su cui finora i risultati sono stati meno positivi.

 

SPESA PER LE FAMIGLIE ITALIANE

La spesa delle famiglie italiane per il riscaldamento è uno dei fattori più pesanti nel budget domestico, con una media nazionale superiore ai 1.000 euro ma che arriva a circa 2.000 euro se escludiamo le regioni con clima più mite.

Interventi di risparmio energetico meno invasivi, come la sostituzione delle vecchie caldaie, l’installazione di valvole termostatiche e termostati intelligenti, i pannelli solari termici e la sostituzione dei serramenti, portano un risparmio che può andare dal 30% al 50% (dati confermati dalla nostra esperienza sul campo), mentre se si aggiungono interventi anche di tipo edile, come i cappotti isolanti sulle pareti, si può raggiungere l’80% circa di risparmio: infatti una casa in classe A consuma solo il 20% ( ed anche meno) di quello che consuma una casa analoga ma in classe G!

 

INCENTIVI

Stiamo parlando quindi di risparmi sui consumi che valgono in media da almeno 300 a 1600 euro l’anno (e per tutti gli anni successivi!), a fronte di una spesa iniziale che si ripaga in pochi anni grazie a tale risparmio ed agli incentivi pubblici oggi disponibili.

Incentivi che potrebbero diventare molto più efficaci se intervenissero anche per ridurre la spesa iniziale che spesso blocca la decisione di intervento, soprattutto nei casi condominiali. La possibilità di cedere tale credito fiscale al fornitore dell’intervento, in cambio di uno sconto, potrebbe essere una soluzione in particolare per i condomini.

 

EFFICIENZA ENERGETICA

Gli impianti termici installati nelle case, in Italia come nel resto d’Europa, spesso sono vecchi, quindi consumano ed inquinano molto ed hanno standard di sicurezza non in linea con gli attuali.

E la colpa non è, almeno in parte, dei cittadini: circa l’80% delle famiglie italiane risiede infatti in edifici costruiti prima del 1990, mentre la prima legge importante sul risparmio energetico è la nota legge 10 del 1991.

Investire nell’efficienza energetica della propria casa porta non solo risparmi nelle bollette, ma anche maggior comfort e sicurezza, oltre ad un rilevante incremento del valore patrimoniale: La certificazione energetica in classi è infatti obbligatoria per pubblicizzare annunci immobiliari e per effettuare compravendite o affitti ed incide sempre di più sul valore dell’abitazione: secondo stime pubblicate da esperti del settore immobiliare, una casa di medie dimensioni nelle classi più alte (A e B) può valere sul mercato il 25-30% in più di una casa simile ma nelle classi energetiche più basse (F e G).

Uno sviluppo esteso e strutturale delle attività di riqualificazione energetica degli edifici servirebbe quindi come il pane: ai consumatori privati e pubblici che risparmierebbero sulle bollette incrementando comfort, sicurezza e valore della casa; all’industria, in particolare quella dell’energia e delle costruzioni, profondamente colpite dalla crisi; alla collettività in generale date le rilevanti “esternalità” positive sia energetiche che ambientali che ne deriverebbero.

 

RISCALDAMENTO SOSTENIBILE

A proposito di benefici ambientali, Lo scorso inverno, nel pieno delle “crisi di smog” delle principali città italiane, a cui le amministrazioni comunali cercavano di farvi fronte con interventi emergenziali (blocchi del traffico, taglio dei riscaldamenti, divieti per caminetti e stufe, ecc.), in ENGIE Italia abbiamo deciso di promuovere il concetto innovativo di “riscaldamento sostenibile” (da affiancare alla ben più nota “mobilità sostenibile”), cioè le soluzioni di efficienza energetica che migliorano il comfort termico di abitazioni, uffici ed edifici pubblici, riducendo però le bollette energetiche e le emissioni inquinanti, oltre ad aumentare la sicurezza degli impianti.

Il riscaldamento degli edifici, infatti, è anche una delle principali cause di inquinamento dell’aria nelle città, con un peso che può superare il 40% delle famigerate polveri sottili PM10 e PM2,5 ed una percentuale ancora più alta per le emissioni di CO2, la cui riduzione è l’obiettivo concordato nella Conferenza di Parigi di dicembre 2015 sui cambiamenti climatici, recentemente tornata alla ribalta grazie alla ratifica dell’Accordo da parte dei due Paesi con le emissioni più alte, USA e Cina.

Non a caso, le crisi di smog nelle città italiane capitano nei mesi invernali, quando i riscaldamenti sono al massimo, ma vengono di solito affrontate con ordinanze di emergenza che non risolvono il problema alla radice e creano disagi ai cittadini, oltre ad essere puntualmente dimenticate dopo le prime piogge e lo spegnimento delle caldaie.

Anche nel caso dello smog, come per i consumi energetici, il riscaldamento degli edifici è un “elefante nella stanza”: pesa moltissimo ma si tende ad ignoralo e si fa poco per farlo dimagrire o trasformarlo in un’opportunità di crescita.

 

UNO STUDIO SUL RISCALDAMENTO SOSTENIBILE

ENGIE Italia, con la collaborazione di ANCI, del The European House Ambrosetti e del Politecnico di Milano, ha deciso di studiare a fondo il ruolo e le opportunità legate al “riscaldamento sostenibile” nelle città italiane ed i risultati di questi studi verranno presentati a Milano il 10 ottobre 2016, con la presenza dei maggiori esperti e rappresentanti istituzionali, per discutere con loro delle possibili soluzioni e misure da intraprendere.

ENGIE è attiva in Italia da molti anni, fornendo energia, servizi e soluzioni di efficienza energetica innovative a famiglie, condomini, imprese e pubbliche amministrazioni e vuole portare il suo contributo da attore globale nella transizione energetica in corso, una profonda trasformazione che è anche culturale verso un uso sempre più intelligente dell’energia nel rispetto dell’ambiente.

 

Olivier Jacquier – Amministratore Delegato ENGIE Italia